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Musk valuta la fusione Tesla-SpaceX: in gioco oltre 3 300 miliardi di dollari

Comitati speciali esaminano l’unione tra il costruttore di auto e il gruppo spaziale. Le promesse industriali sono ambiziose, ma resta il nodo del controllo di Musk.

Redazione 26news4 min di lettura
Elon Musk a colloquio con il tenente generale Richard Clark alla U.S. Air Force Academy nel 2022.
Elon Musk a colloquio con il tenente generale Richard Clark alla U.S. Air Force Academy nel 2022.

Tesla e SpaceX valutano una fusione. Elon Musk, alla guida dei due gruppi statunitensi, lo ha confermato martedì 20 ottobre durante la videoconferenza sui risultati trimestrali di SpaceX. Su richiesta degli azionisti, entrambe le società hanno costituito comitati speciali per esaminare l’operazione. Per ora, però, non c’è alcun accordo sulle condizioni.

Un’ipotesi discussa da tempo diventa così un dossier concreto. SpaceX vale attualmente in borsa oltre 1 900 miliardi di dollari, Tesla circa 1 480 miliardi. Insieme superano i 3 300 miliardi: dimensioni che renderebbero l’operazione eccezionale. Queste capitalizzazioni non vanno tuttavia confuse con un prezzo di transazione già concordato.

Musk è personalmente favorevole, ma invita a non dare nulla per scontato: i comitati potrebbero anche non trovare un’intesa. Per evitare potenziali conflitti d’interesse, non ne fa parte. È infatti contemporaneamente dirigente e grande azionista di entrambe le società.

Che cosa unisce razzi e automobili

A prima vista, un produttore di auto elettriche e un’impresa spaziale sembrano partner insoliti. La logica indicata da Musk riguarda però meno i prodotti originari e più le tecnologie sulle quali entrambi dovrebbero puntare: intelligenza artificiale, chip, software e robotica.

Nella sua visione, Tesla dovrebbe passare da un’attività incentrata soprattutto sulla vendita di auto elettriche ai robotaxi a guida autonoma e ai robot umanoidi. La concorrenza è forte in entrambi i settori. SpaceX, nata con i lanci di razzi, realizza ormai la maggior parte della propria attività con il servizio internet satellitare Starlink e i centri di calcolo per l’intelligenza artificiale. Prima della quotazione aveva già acquisito xAI, la società di Musk attiva nell’IA.

L’idea industriale consiste nel riunire capacità di calcolo e infrastrutture per l’IA con veicoli e robot capaci di impiegarle nel mondo fisico. Resta da dimostrare che i vantaggi siano sufficienti a giustificare una fusione. Le due imprese possono collaborare anche restando separate.

Lo fanno già per Terafab, il progettato stabilimento statunitense di chip, dove per ora si sta soltanto liberando il terreno. Un altro progetto prevede propulsori a gas freddo di SpaceX per alcune versioni di una nuova sportiva Tesla. Musk ne prospetta l’avvio della produzione nel 2028. Sono segnali di avvicinamento, non ancora prove della convenienza economica di una fusione.

Per Musk conta anche il controllo

Accanto alla logica industriale c’è una questione di potere. In SpaceX, Musk dispone già del pieno controllo grazie ad azioni con diritti di voto rafforzati. In Tesla ottiene spesso il sostegno della maggioranza degli azionisti, ma la sua posizione non è garantita allo stesso modo.

Musk valuta la fusione Tesla-SpaceX: in gioco oltre 3 300 miliardi di dollari
Musk valuta la fusione Tesla-SpaceX: in gioco oltre 3 300 miliardi di dollari

Da anni punta ad aumentare la propria partecipazione in Tesla. Ha chiarito di non volerci costruire un «esercito di robot» finché altri potrebbero rimuoverlo dalla guida. L’unione con SpaceX potrebbe assicurargli quel controllo duraturo che cerca in Tesla. Tutto dipenderebbe, però, dalla struttura concreta dell’operazione.

L’anno scorso gli azionisti di Tesla gli hanno prospettato un enorme pacchetto azionario, subordinato al raggiungimento di obiettivi aziendali impegnativi. In caso di acquisizione di Tesla, questi vincoli decadrebbero. Gli interessi del dirigente e quelli degli altri azionisti, dunque, non coincidono automaticamente.

I comitati speciali devono chiarire ben più dei progetti tecnologici comuni: soprattutto le condizioni dell’eventuale accordo e gli interessi dei rispettivi azionisti. Musk ha inoltre richiamato una soglia di approvazione elevata: dovrebbe pronunciarsi a favore almeno il 50% di tutti gli azionisti Tesla. Il suo sostegno personale non basta.

Risultati solidi, aspettative elevate

L’esame della fusione coincide con una forte crescita di SpaceX. Nel terzo trimestre il gruppo ha registrato un utile di 4,4 miliardi di dollari, contro una perdita di poco superiore a un miliardo un anno prima. Il fatturato è passato da circa 5,58 a 14,58 miliardi di dollari, trainato da internet satellitare e centri di calcolo per l’IA.

Le elevate valutazioni borsistiche delle due società poggiano comunque in larga misura sulle aspettative future. Per Tesla, robotaxi e robot devono ancora esprimere il proprio peso economico. SpaceX progetta persino centri di calcolo in orbita terrestre, la cui fattibilità è controversa.

Anche nello spazio Musk fissa traguardi ambiziosi. Verso la fine del 2027 Starship dovrebbe decollare due volte alla settimana, dopo i 14 voli di prova effettuati finora. In agosto aveva ancora annunciato lanci quotidiani. I satelliti Starlink dovrebbero passare da poco più di 10 000 a 100 000 entro tre anni. Tra annunci e realizzazione restano quindi passi considerevoli.

Che cosa cambia per gli investitori svizzeri

In Svizzera, la rilevanza immediata riguarda soprattutto chi detiene Tesla o SpaceX direttamente oppure attraverso prodotti d’investimento. Una fusione riunirebbe in un unico gruppo partecipazioni oggi separate. Alle opportunità delle tecnologie condivise si contrapporrebbe una maggiore concentrazione sulla strategia di Musk e sulla sua esecuzione.

Per gli investitori svizzeri si aggiunge il rischio di cambio tra dollaro e franco. Un rialzo delle azioni non si traduce quindi necessariamente in un guadagno equivalente in franchi: anche l’andamento della valuta incide sul risultato dell’investimento.

Al momento, tuttavia, non esistono condizioni definitive da valutare. Restano aperti la valutazione delle due società nell’operazione, il futuro assetto proprietario e il calendario. Mercoledì 21 ottobre Tesla presenta i propri risultati trimestrali, offrendo il prossimo sguardo sull’attività del potenziale partner. Finché i comitati non presenteranno le loro conclusioni, la fusione resterà un’opzione di grande peso, non un accordo concluso.

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