985 partite e tre titoli del Grande Slam: Stan Wawrinka dà l’addio a Basilea
A 41 anni il vodese chiude la carriera davanti al pubblico di casa. Al tennis svizzero lascia molto più del ricordo del suo rovescio a una mano.

L’ultima partita da professionista di Stan Wawrinka si chiude con una sconfitta, il suo addio con un’ovazione. Il vodese, 41 anni, ha perso al primo turno del torneo ATP 500 di Basilea contro il ceco Jiří Lehečka per 5:7, 6:7 (2:7), mettendo fine alla carriera dopo 985 incontri sul circuito ATP. In una St. Jakobshalle gremita, il pubblico ha celebrato un giocatore che ha regalato al tennis svizzero tre titoli del Grande Slam, un oro olimpico e un trionfo in Coppa Davis.
Sugli spalti si sono susseguite le «ole», mentre Wawrinka compiva un giro d’onore sulle note di «Simply the Best» di Tina Turner. Poi ha posato la racchetta. «È stato un addio perfetto in Svizzera», ha detto. La cornice era stata scelta da tempo: già all’inizio della stagione aveva annunciato che il torneo casalingo di Basilea sarebbe stato la sua ultima tappa da professionista.
Un’ultima sfida senza regali
Lehečka, numero 21 al mondo, non si è lasciato distogliere dalla vittoria dall’atmosfera particolare della serata. Wawrinka è rimasto in corsa in entrambi i set, cedendo però il primo per 5:7. Nel secondo ha raggiunto il tie-break, in cui il ceco si è imposto per 7:2. Per lo svizzero è così sfumata la possibilità di disputare un altro incontro davanti al pubblico basilese.
L’epilogo ha comunque avuto un significato ben diverso da una semplice eliminazione al primo turno. Già lunedì Wawrinka era stato omaggiato a Basilea con una cerimonia alla quale aveva partecipato anche Martina Hingis, ex numero uno mondiale. Dopo l’ultimo scambio, la scena è tornata tutta per lui. Al centro dell’attenzione degli spettatori non c’era il vincitore della partita, ma una carriera cominciata nel 2002.
Wawrinka saluta da numero 151 della classifica mondiale. Una posizione che racconta ben poco del suo valore nel tennis. All’apice della carriera era arrivato al terzo posto. Ha conquistato complessivamente 16 titoli ATP, riuscendo a imporsi anche contro i giocatori che hanno segnato la sua epoca.
Tre grandi titoli contro i migliori
Nel 2014 Wawrinka ha vinto gli Australian Open, nel 2015 il Roland Garros e nel 2016 gli US Open. Per tre anni consecutivi ha dunque conquistato uno dei quattro tornei più importanti del tennis. Lo ha fatto in un periodo in cui Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic dominavano largamente il Grande Slam e anche Andy Murray lottava per i trofei più prestigiosi.
È proprio questa concorrenza a rendere straordinario il suo bilancio. Wawrinka non si è limitato ad approfittare di un breve intervallo tra due generazioni. Ha ottenuto i suoi successi più importanti nel pieno dell’era dei campioni dominanti. È inoltre uno dei pochi giocatori capaci di battere Federer, Nadal, Djokovic e Murray, ciascuno almeno una volta, in un torneo del Grande Slam.
Il suo marchio di fabbrica era il rovescio a una mano: un colpo con cui non si limitava a difendersi, ma riusciva a prendere il controllo dello scambio. Era l’espressione di un tennis capace di sprigionare potenza anche contro gli avversari più forti. Il soprannome «Stan the Man» ha accompagnato un giocatore le cui imprese più grandi hanno avuto risonanza ben oltre i confini svizzeri.
Al suo particolarmente felice 2014 appartiene anche il titolo nel Masters 1000 di Monte Carlo. La carriera di Wawrinka non si esaurisce quindi nei tre successi del Grande Slam: i 16 tornei vinti testimoniano la sua capacità di affermarsi ai vertici anche lontano dai quattro palcoscenici maggiori.
Per la Svizzera, molto più del compagno di Federer
Nel tennis svizzero il nome di Wawrinka è stato a lungo legato indissolubilmente a quello di Federer. Insieme hanno conquistato l’oro olimpico nel doppio a Pechino nel 2008. Nel 2014 entrambi facevano parte della squadra che ha portato per la prima volta la Coppa Davis in Svizzera. Successi nei quali le qualità individuali sono diventate un capitolo condiviso della storia sportiva nazionale.
Con i titoli del Grande Slam, Wawrinka si è però costruito anche una dimensione sportiva autonoma. Non era soltanto il connazionale vincente al fianco di Federer, ma uno dei pochi tennisti capaci di trionfare sui palcoscenici più importanti. Per la Svizzera significava una presenza eccezionale ai vertici mondiali: accanto a Federer c’era un secondo giocatore con più titoli del Grande Slam nel singolare maschile.
La scelta di chiudere la carriera nel proprio Paese ha quindi dato un peso particolare al congedo. Basilea ha offerto l’occasione di celebrare non solo singole vittorie, ma anche la tenacia di un giocatore rimasto professionista per oltre due decenni.
Infortuni, ritorni e un finale scelto
L’ultimo titolo ATP di Wawrinka risale al 2017, a Ginevra. In seguito, gli infortuni hanno complicato il suo percorso. È stato operato due volte al ginocchio sinistro e due volte al piede sinistro. Gli ultimi anni di carriera sono stati così segnati anche dallo sforzo di tornare competitivo.
Ancora nella sua ultima stagione ha ottenuto risultati notevoli. In gennaio ha raggiunto il terzo turno agli Australian Open e verso la fine dell’inverno è rientrato brevemente fra i primi cento al mondo. Dal suo quarantesimo compleanno, nel marzo 2025, ha vinto dodici partite nel circuito maggiore: un primato per questa fascia d’età dalla fondazione dell’ATP Tour nel 1990.
Ora questo lungo percorso si conclude. Dopo Basilea non ci sarà un’altra partita da professionista. L’ultima serata di Wawrinka non gli ha consegnato una vittoria in più, ma l’addio che aveva scelto: in Svizzera, davanti a spalti gremiti e a un pubblico che ha festeggiato tutta la sua carriera.
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