Multa e revoca della patente: Glarner vuole abolire il doppio procedimento
Il consigliere nazionale UDC chiede conseguenze più lievi per le infrazioni stradali e vuole affidare tutte le sanzioni ai tribunali. Il PS teme un indebolimento della sicurezza.

Un’infrazione stradale, due procedimenti e spese separate: è il sistema che il consigliere nazionale UDC Andreas Glarner vuole cambiare. Durante la sessione autunnale a Berna, l’argoviese ha depositato un atto parlamentare per ridefinire i compiti della giustizia penale e degli uffici cantonali della circolazione. Chiede di rinunciare alla revoca della licenza di condurre per le infrazioni lievi e medio gravi e di affidare ai tribunali tutte le sanzioni. Una proposta che mette in discussione una distinzione fondamentale del diritto svizzero e incontra l’opposizione del PS.
Per chi riceve le decisioni, questa separazione non è sempre facile da comprendere. Dopo un’infrazione può arrivare un decreto d’accusa, accompagnato da una multa o da un’altra pena e dalle spese procedurali. Parallelamente interviene l’ufficio cantonale della circolazione: non per punire penalmente il comportamento, ma per adottare una misura amministrativa, come la revoca della patente. Anche questo procedimento comporta costi propri.
Due procedimenti, due funzioni diverse
I due percorsi rispondono a finalità giuridiche distinte. La giustizia penale valuta il comportamento illecito commesso. Il procedimento amministrativo serve invece alla sicurezza stradale e mira a evitare che una persona costituisca nuovamente un pericolo sulla strada. Lo stesso episodio può quindi sfociare sia in una pena sia in un provvedimento dell’autorità della circolazione.
Questo non significa però che ogni infrazione comporti automaticamente il ritiro della patente. La classificazione come infrazione lieve, medio grave o grave dipende dalle condizioni previste dalla legge e dalle circostanze. Nei casi lievi, a determinate condizioni, è possibile un ammonimento. Per quelli medio gravi e gravi sono previste durate minime di revoca. Eventuali precedenti possono aggravare ulteriormente le conseguenze.
La distinzione è particolarmente importante per l’alcol. Guidare con un tasso alcolemico di almeno lo 0,8 per mille costituisce, in linea di principio, un’infrazione grave, non lieve. In Svizzera il limite generale è dello 0,5 per mille. La richiesta di alleggerire le conseguenze per le infrazioni lievi e medio gravi non comprende dunque indistintamente tutti i comportamenti comunemente definiti «peccati al volante».
Contestare la pena non basta per salvare la patente
Una difficoltà pratica riguarda le vie di ricorso. Chi si oppone a un decreto d’accusa non contesta automaticamente anche il provvedimento dell’ufficio della circolazione: per farlo occorre agire separatamente. Può quindi capitare che una persona impugni la pena, quando il suo vero obiettivo è conservare la licenza di condurre.
Un esito favorevole nel procedimento penale non sostituisce il ricorso necessario contro la misura amministrativa. I due percorsi, tuttavia, non sono completamente indipendenti: l’accertamento dei fatti in sede penale può essere rilevante anche per l’autorità amministrativa. Per gli interessati resta essenziale capire quale comunicazione abbiano ricevuto, quale decisione contenga e quali possibilità di contestazione siano previste.
Alla complessità si aggiungono il peso finanziario e le ripercussioni personali. Le spese si accumulano presso autorità diverse. La revoca della patente può inoltre complicare sensibilmente la vita lavorativa di chi dipende dall’automobile per esercitare la propria professione. È soprattutto su queste persone che Glarner concentra la sua critica: per loro, le conseguenze di una singola infrazione vanno oltre la pena vera e propria.
Glarner vuole concentrare le sanzioni in tribunale
Nell’atto parlamentare Glarner scrive che il sistema attuale comporta «spesso un doppio onere per le persone interessate». La sua proposta va però oltre una semplificazione organizzativa. Per le infrazioni lievi e medio gravi vuole rinunciare alla revoca della licenza di condurre. Inoltre, soltanto il tribunale dovrebbe decidere tutte le sanzioni.
Il giudice, chiede il consigliere nazionale UDC, deve «poter coordinare in modo proporzionato sia la multa sia un’eventuale revoca della licenza di condurre». Agli uffici della circolazione rimarrebbe l’esecuzione dei provvedimenti. La decisione sul ritiro della patente passerebbe così dall’amministrazione alla giustizia.
La proposta unisce quindi due obiettivi distinti: ridurre i procedimenti paralleli e attenuare le conseguenze concrete. Un unico procedimento potrebbe rendere più chiare le competenze per i cittadini. Stabilire se le revoche debbano diventare meno frequenti o più brevi è invece una questione politica autonoma. Non riguarda soltanto il lavoro delle autorità, ma direttamente il livello di sicurezza perseguito sulle strade svizzere.
Il PS teme meno protezione per gli altri
Il consigliere nazionale socialista David Roth si oppone all’unificazione. Il politico lucernese distingue nettamente punizione e prevenzione: «Il perseguimento penale punisce il comportamento illecito, il procedimento amministrativo protegge la società». Questa differenza, a suo avviso, giustifica due procedimenti separati.
Roth richiama la responsabilità di chi conduce un veicolo pesante. Guidare sotto l’effetto dell’alcol, tenere il telefonino all’orecchio o superare nettamente la velocità consentita nei centri abitati mette in pericolo altre persone. «È un brutto segnale che Glarner chieda una giustizia indulgente», afferma.
Resta aperto se la proposta troverà una maggioranza in Parlamento. L’evoluzione precedente non lo lascia necessariamente presagire: con l’articolo sui pirati della strada e l’abbassamento del limite generale di alcolemia dallo 0,8 allo 0,5 per mille, la Svizzera ha inasprito regole importanti. La coesistenza dei procedimenti penale e amministrativo è rimasta sostanzialmente incontestata.
Per Glarner è uno degli ultimi progetti al Consiglio nazionale: in dicembre partecipa alla sua ultima sessione, poi si dimette. Per gli automobilisti, anche in Ticino e nei Grigioni, per ora non cambia nulla: procedure e competenze vigenti restano valide. La questione politica è se il doppio onere giustifichi una riorganizzazione oppure se proprio la distinzione dei compiti renda necessario il sistema attuale.
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