Galaxus invia 1400 fatture prescritte: cosa deve sapere chi le riceve
Un errore informatico ha lasciato 4400 ordinazioni senza fattura per anni. Ora Galaxus chiede il pagamento, ma promette l’annullamento immediato a chi invoca la prescrizione.

La merce è arrivata, la fattura no. E così è stato per anni. Il commerciante online svizzero Galaxus sta ora inviando le fatture relative a 4400 ordinazioni rimaste senza richiesta di pagamento a causa di un errore informatico. La vicenda è emersa martedì 20 ottobre. Circa 1400 crediti sono ormai prescritti. Per i clienti coinvolti, quindi, non basta controllare l’importo: occorre verificare anche a quando risale l’acquisto e, se del caso, far valere la prescrizione nei confronti dell’azienda.
L’errore riguarda ordinazioni che Galaxus aveva già consegnato diversi anni fa, senza però spedire le relative fatture. Ora l’azienda recupera quel passaggio, anche nei casi in cui non può più esigere il pagamento se il cliente invoca la prescrizione. Il totale di 4400 si riferisce alle ordinazioni: non corrisponde necessariamente ad altrettante persone interessate.
Quasi una fattura su tre è prescritta
È Galaxus stessa a quantificare i crediti prescritti: «Circa 1400 sono effettivamente prescritti, ossia risalgono a più di cinque anni fa». La prescrizione riguarda dunque quasi un terzo delle ordinazioni per le quali viene ora inviata una fattura. L’azienda non esclude quindi questi casi dall’operazione di recupero delle fatture mai spedite.
Galaxus giustifica la propria scelta spiegando che fatturare crediti prescritti «non è illecito». Riconosce però il disorientamento che un simile ritardo può provocare: «Siamo consapevoli che una fattura dopo così tanto tempo può creare perplessità. Per questo, per noi è chiaro: se una cliente o un cliente invoca la prescrizione, ci mostriamo accomodanti e annulliamo immediatamente la fattura».
Il passo successivo spetta dunque, in prima battuta, a chi riceve la richiesta di pagamento. In base alla procedura descritta, una fattura prescritta non viene annullata automaticamente, ma quando il cliente solleva l’eccezione di prescrizione. Non sono noti né l’importo complessivo richiesto né le somme relative alle singole ordinazioni. Mancano inoltre dettagli sull’origine dell’errore informatico e sui motivi per cui le fatture vengono recuperate soltanto a distanza di anni.
Una cliente riceve la fattura dopo sette anni
Il caso di una cliente mostra quanto possa sorprendere una richiesta di questo genere. La sua ordinazione risale a sette anni prima e lei non la ricorda più con precisione. Decide quindi di contattare il servizio clienti tramite chat. È la consulente a segnalarle spontaneamente la possibilità di invocare la prescrizione, proponendole di annullare la fattura.
In questo caso, dunque, la cliente non ha dovuto sollevare di propria iniziativa la questione giuridica. Galaxus considera l’episodio una dimostrazione della preparazione del servizio clienti: «Questo mostra che i nostri collaboratori sono formati per risolvere casi simili senza ostacoli amministrativi». Lo scambio descritto documenta una gestione semplice di una vecchia fattura, ma non permette di trarre conclusioni sul trattamento di tutti gli altri casi interessati.
Per la clientela, la difficoltà non sta soltanto nel ricevere una richiesta di pagamento inattesa. Dopo diversi anni, anche capire a quale acquisto si riferisca una fattura può diventare complicato. L’episodio chiarisce perché sia utile chiedere spiegazioni quando non si riesce più a ricostruire un’ordinazione. Il fatto di non ricordarla, da solo, non significa però che il credito sia ingiustificato.
La prescrizione non cancella il debito
Nel diritto svizzero occorre distinguere tra l’esistenza di un debito e la possibilità di ottenerne il pagamento per vie legali. Un credito prescritto non scompare semplicemente. Chi riceve la relativa fattura può tuttavia invocare la prescrizione: a quel punto, il pagamento non può più essere imposto. Il semplice invio di una fattura da parte di un’azienda non significa quindi che il destinatario debba necessariamente saldarla.
La disponibilità annunciata da Galaxus descrive pertanto il modo in cui l’azienda intende gestire questi casi, non il punto centrale sul piano giuridico. L’eccezione di prescrizione non è una concessione volontaria del commerciante, bensì una tutela che il debitore può far valere. È proprio questo intervento attivo a essere decisivo. Chi riceve una fattura di questo tipo dovrebbe quindi invocare espressamente la prescrizione presso Galaxus, senza presumere che l’età dell’ordinazione basti da sola a chiudere la questione.
D’altra parte, non è illecito pagare volontariamente un credito prescritto: il debito alla base della richiesta continua, in linea di principio, a esistere. Per le persone coinvolte si tratta quindi di scegliere consapevolmente. Possono pagare, ma non sono tenute a saldare un credito prescritto dopo aver sollevato la relativa eccezione.
Cosa conta adesso per i clienti
Per i clienti in Svizzera, il primo passo è verificare la fattura tardiva: a quale ordinazione si riferisce, quando è stato effettuato l’acquisto e se la richiesta di pagamento è comprensibile e giustificata. A chi invoca la prescrizione Galaxus promette esplicitamente l’annullamento immediato. Una conferma scritta dell’annullamento permette di avere chiarezza sulla chiusura del caso.
Dai 1400 casi prescritti non si può però dedurre che tutte le 4400 fatture inviate in ritardo siano prive di effetto. Una fattura tardiva, da sola, non elimina l’obbligo di pagamento: resta determinante il singolo credito. Per Galaxus, la verifica sarà ora nella gestione delle altre vecchie fatture: occorrerà vedere se la promessa di risolvere questi casi senza ostacoli amministrativi sarà rispettata anche nel seguito dell’operazione.
Potrebbe interessarti
Migros può pubblicizzare una mucca felice, ma la trasparenza resta un nodo
4′
Lindt diventa troppo cara: perde clienti e cambia i vertici
4′
Rischio d’incendio per VW e Cupra: quasi 73’000 elettriche da controllare
4′
Guasto a Google Cloud, pagamenti in difficoltà anche per i clienti Revolut in Svizzera
4′
Auto a benzina e diesel anche dopo il 2035: nell’UE prende forma un compromesso
4′
Molestie sul bus a San Gallo: le donne chiedono più protezione durante i viaggi
4′
