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Migros può pubblicizzare una mucca felice, ma la trasparenza resta un nodo

La Commissione svizzera per la lealtà respinge un reclamo sulla pubblicità dedicata al benessere animale. Dopo le critiche di Greenpeace, Migros promette più trasparenza.

Redazione 26news4 min di lettura
Un negozio in container Voi Cube senza personale nel quartiere Marzili a Berna.
Un negozio in container Voi Cube senza personale nel quartiere Marzili a Berna.

Migros può continuare a fare pubblicità con una mucca felice e lo slogan «Sempre attuale: il benessere degli animali». Il gruppo «Werbemist» aveva contestato il messaggio, ritenendolo ingannevole, ma la Commissione svizzera per la lealtà ha respinto il suo reclamo. Il dettagliante ottiene così un pronunciamento favorevole nella controversia sulla propria comunicazione. Resta però aperta la discussione sulla possibilità di verificare le sue promesse di sostenibilità: dopo le critiche di Greenpeace, Migros ha annunciato maggiore trasparenza.

Per chi fa la spesa in Svizzera, la vicenda solleva una domanda concreta: che cosa si può davvero dedurre sulle condizioni di allevamento dall’immagine rassicurante di un animale e da una breve promessa? La pubblicità deve condensare il messaggio. Chi sceglie i prodotti prestando attenzione al benessere animale ha invece bisogno di informazioni che permettano di distinguere tra prodotti e condizioni di allevamento. Il nodo della controversia sta proprio fra queste due esigenze.

Che cosa significa la decisione, e che cosa no

Nel caso specifico, le critiche di «Werbemist» riguardavano lo slogan «Sempre attuale: il benessere degli animali». Il gruppo lo considerava ingannevole. La Commissione svizzera per la lealtà non ha condiviso questa valutazione e ha respinto il reclamo. La pubblicità contestata ha quindi superato l’esame di questo organismo.

La Commissione svizzera per la lealtà è un organismo di autoregolamentazione del settore della comunicazione. Esamina reclami sulla comunicazione commerciale e non è un tribunale statale. La distinzione è importante per capire la portata della decisione: una procedura di questo tipo riguarda la lealtà di un messaggio pubblicitario, non una verifica complessiva, da parte delle autorità, di tutte le attività di un’impresa.

Il rigetto del reclamo non equivale dunque a un marchio di qualità generale per il benessere animale nell’intero assortimento Migros. Né significa che ogni critica alle condizioni di allevamento o alle promesse di sostenibilità del dettagliante sia ormai superata. Il punto fermo è l’esito di questa specifica procedura. La questione più ampia delle aspettative suscitate dalla pubblicità nella clientela conserva invece la sua rilevanza nel dibattito pubblico.

Il benessere animale richiede spiegazioni

Il benessere animale è un concetto centrale nella produzione alimentare, ma richiede spiegazioni. Riguarda, tra l’altro, la salute degli animali, le condizioni in cui vengono allevati e la possibilità di esprimere comportamenti propri della specie. L’immagine positiva di una mucca può richiamare immediatamente questi temi. Non può però rappresentare le condizioni concrete di un’azienda agricola, né sostituirne la verifica.

Anche la distinzione tra requisiti minimi di legge e standard più elevati è essenziale nelle scelte d’acquisto. In Svizzera esistono disposizioni legali sulla protezione degli animali. Programmi di produzione e marchi possono prevedere requisiti aggiuntivi. Una promessa pubblicitaria generica, da sola, non permette quindi di capire quali condizioni soddisfi effettivamente un determinato prodotto.

Per la clientela, le domande sono pratiche: la promessa vale per un singolo prodotto, per una linea o per una parte più ampia dell’assortimento? Quali requisiti comporta e come vengono controllati? Sono queste indicazioni a rendere verificabile un’affermazione. Un aspetto particolarmente importante per chi è disposto a pagare di più proprio perché attribuisce valore alle condizioni in cui vengono allevati gli animali.

La controversia mette così in evidenza anche un limite fondamentale degli slogan brevi. Una formula incisiva può dare visibilità a un tema, ma difficilmente riesce a spiegarne tutte le differenze. Conta quindi non soltanto il messaggio in sé, ma anche la possibilità, per le persone interessate, di trovare e comprendere le informazioni che lo accompagnano.

Le critiche di Greenpeace e la trasparenza promessa

Accanto all’esito del reclamo c’è l’annuncio di Migros di voler diventare più trasparente dopo le critiche di Greenpeace. I due aspetti vanno tenuti distinti: il rigetto del reclamo riguarda la pubblicità contestata. L’impegno sulla trasparenza concerne invece il modo in cui l’azienda risponde al bisogno di informazioni della clientela e del pubblico.

Maggiore trasparenza può significare cose molto diverse. Per i consumatori è soprattutto importante che le informazioni aggiuntive rispondano a domande concrete: a quali prodotti si applica una promessa, su quali requisiti si basa e come viene controllato il loro rispetto? Anche distinguere chiaramente i risultati già raggiunti dagli obiettivi futuri aiuta a valutare le affermazioni sulla sostenibilità.

Il solo annuncio non consente ancora di giudicare la portata dei miglioramenti. Saranno determinanti le informazioni che Migros renderà effettivamente accessibili e la chiarezza con cui le presenterà. Una maggiore quantità di dati non produce automaticamente più comprensione. Servono termini comprensibili, indicazioni verificabili e un legame riconoscibile con i prodotti offerti.

Per Migros resta una questione di fiducia

Per un grande dettagliante svizzero, il benessere animale non è soltanto un argomento pubblicitario. Mette in relazione le aspettative della clientela con le condizioni della produzione agricola. La credibilità con cui questo legame viene comunicato conta quindi anche per la fiducia nell’azienda.

La decisione della Commissione svizzera per la lealtà è favorevole a Migros. Il prossimo banco di prova sarà ora la trasparenza annunciata. Per chi si trova davanti agli scaffali, ciò che conta è poter capire meglio che cosa rappresenti davvero una promessa sul benessere animale, a quali condizioni si riferisca e dove siano i suoi limiti.

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