Rischio d’incendio per VW e Cupra: quasi 73’000 elettriche da controllare
Celle difettose nelle batterie fanno scattare un richiamo mondiale per diversi modelli ID e per la Cupra Born. La ricarica va limitata all’80%. Ancora ignoto il numero di auto coinvolte in Svizzera.

Volkswagen richiama nelle officine quasi 72’700 auto elettriche in tutto il mondo per batterie che potrebbero contenere celle difettose. I dettagli, resi noti martedì 20 ottobre, riguardano diversi modelli della famiglia ID e la Cupra Born. Nel caso estremo, le batterie possono prendere fuoco. In attesa del controllo, chi possiede un veicolo interessato dal richiamo deve limitare la ricarica a un massimo dell’80%.
Si tratta complessivamente di tre campagne di richiamo. Circa 10’000 delle vetture coinvolte si trovano in Germania; per la Svizzera non è ancora stata indicata una cifra. Per i proprietari svizzeri dei modelli elencati, la prima questione da chiarire è quindi se la propria auto rientri effettivamente in una delle campagne. Il nome del modello e l’anno di costruzione, da soli, non bastano a stabilirlo.
Quali modelli sono coinvolti
I richiami riguardano soprattutto le Volkswagen ID.3, ID.4, ID.7 e ID. Buzz, oltre alla Born del marchio spagnolo Cupra, appartenente allo stesso gruppo. Per i modelli Volkswagen citati, due campagne comprendono vetture costruite tra il 2022 e il 2025. Nel caso della Cupra Born, si tratta invece di auto prodotte tra il 2022 e il 2024.
Questo non significa che tutte le vetture di quelle gamme e annate abbiano una batteria difettosa. Le campagne si riferiscono a determinati periodi di produzione. A fare fede è dunque l’inclusione del singolo veicolo nel richiamo, non la semplice appartenenza alla famiglia ID o al marchio Cupra.
Il problema è emerso durante controlli interni di qualità: alcune celle delle batterie ad alta tensione di determinati veicoli non soddisfano i requisiti previsti. La causa è attribuita a difetti di produzione presso i fornitori. La batteria ad alta tensione immagazzina l’energia destinata alla propulsione elettrica. È distinta dalla batteria più piccola che, anche nelle auto elettriche, alimenta parte degli impianti di bordo.
In rari casi, le celle difettose possono provocare un maggiore carico termico nella batteria, fino al rischio estremo di un incendio. Inizialmente non erano noti episodi con danni a cose o persone. Il richiamo serve a eliminare il rischio individuato prima che possa causare conseguenze.
Ricarica limitata all’80% fino al controllo
La principale misura precauzionale consiste nel non caricare le auto coinvolte oltre l’80% prima della verifica. È inoltre prevista l’applicazione di adesivi di avvertimento. Dove tecnicamente possibile, il sistema del veicolo limita automaticamente la capacità di ricarica disponibile. Questa restrizione potrà essere rimossa soltanto quando la batteria sarà stata giudicata in buono stato.
Nell’uso quotidiano, il limite comporta una quantità di energia utilizzabile inferiore rispetto a quella di una batteria completamente carica. Sui tragitti più lunghi potrebbero quindi rendersi necessarie soste di ricarica supplementari o anticipate. L’effetto concreto dipende, fra l’altro, dal modello, dai consumi e dalle condizioni di guida: non è possibile indicare una riduzione dell’autonomia uguale per tutte le vetture.
Il tetto alla ricarica non sostituisce il controllo tecnico. È una precauzione provvisoria, valida fino all’accertamento dello stato della batteria. Anche se l’auto non manifesta anomalie durante l’utilizzo, il passaggio in officina resta necessario per i veicoli inclusi nel richiamo. Vanno rispettate le istruzioni della campagna specifica.
Cosa devono verificare i proprietari in Svizzera
I proprietari delle auto interessate saranno informati per lettera. La comunicazione dovrà contenere le indicazioni essenziali sulla procedura e sugli interlocutori a cui rivolgersi. Anche eventuali ulteriori interventi correttivi saranno comunicati per iscritto. Non è stato finora indicato un calendario preciso per l’insieme dei controlli nelle officine.
Chi in Svizzera guida una delle Volkswagen citate o una Cupra Born e non sa se il proprio veicolo sia coinvolto può chiedere una verifica al concessionario o all’officina del marchio di riferimento. A questo scopo è utile il numero d’identificazione del veicolo, che permette di individuare l’auto senza ambiguità. Il totale mondiale non consente invece di ricavare né il numero delle vetture interessate in Svizzera né il rischio per una singola auto.
Le batterie dovranno essere esaminate in officina, ma la sostituzione dei moduli non è necessariamente prevista: potrebbe bastare un aggiornamento del software. L’intervento necessario per ciascun veicolo dovrà essere determinato nell’ambito del richiamo. Non vi è dunque una garanzia generale che tutte le batterie coinvolte possano essere sistemate senza sostituire componenti.
Altri richiami per batterie e sterzo
Per Volkswagen non è la prima grande campagna di richiamo di quest’anno. Già in marzo, VW e Cupra avevano richiesto il rientro in officina di oltre 90’000 auto nel mondo per problemi alle batterie. Di queste, 28’000 si trovavano in Germania. Non è noto se alcune vetture siano interessate sia dalla precedente campagna sia da quella attuale. Le due cifre non possono quindi essere semplicemente sommate per ottenere il totale di auto distinte coinvolte.
A fine settembre era seguito un altro richiamo, relativo a circa cinque milioni di veicoli, per una vite dello sterzo soggetta a corrosione. Questo difetto separato può, in singoli casi, compromettere il fissaggio dello sterzo e quindi il suo funzionamento. In Germania erano coinvolti quasi 1,4 milioni di veicoli dei marchi VW, Audi, Seat e Skoda.
Per l’attuale richiamo delle batterie, i prossimi passi sono la notifica ai proprietari e le verifiche in officina. Per gli automobilisti svizzeri interessati, fino al chiarimento tecnico resta essenziale rispettare il limite di ricarica e seguire le istruzioni previste per il proprio veicolo.
Potrebbe interessarti
Migros può pubblicizzare una mucca felice, ma la trasparenza resta un nodo
4′
Lindt diventa troppo cara: perde clienti e cambia i vertici
4′
Guasto a Google Cloud, pagamenti in difficoltà anche per i clienti Revolut in Svizzera
4′
Galaxus invia 1400 fatture prescritte: cosa deve sapere chi le riceve
4′
Auto a benzina e diesel anche dopo il 2035: nell’UE prende forma un compromesso
4′
Molestie sul bus a San Gallo: le donne chiedono più protezione durante i viaggi
4′
