Casse pensioni: interesse minimo al 2% dal 2027, ecco cosa cambia per i vostri averi
Il Consiglio federale aumenta la remunerazione degli averi di vecchiaia obbligatori, superando la raccomandazione della Commissione LPP. A favorire il rialzo sono i buoni rendimenti e le solide riserve.

Dal 1° gennaio 2027 gli averi di vecchiaia obbligatori nelle casse pensioni svizzere saranno remunerati maggiormente. Mercoledì 4 novembre il Consiglio federale ha aumentato il tasso d’interesse minimo LPP dall’1,25 al 2%. Su un avere obbligatorio di 100’000 franchi, rimasto invariato per un anno intero, la remunerazione minima annua passerà quindi da 1250 a 2000 franchi. La decisione rafforza così l’accumulo del capitale di vecchiaia nel secondo pilastro.
Il Governo motiva l’aumento con la situazione finanziaria molto solida degli istituti di previdenza e con l’andamento complessivamente positivo dei loro investimenti. La maggiore remunerazione intende inoltre compensare il rincaro relativamente elevato registrato dal 2022. Il precedente tasso minimo dell’1,25% era in vigore dal 2024.
Quanto cambia per gli assicurati
L’aumento è di 0,75 punti percentuali. Nell’esempio dei 100’000 franchi di avere obbligatorio, significa 750 franchi d’interessi in più all’anno. Con un capitale invariato di 50’000 franchi, la remunerazione minima annua passa invece da 625 a 1000 franchi. Il beneficio individuale dipende dunque dall’importo dell’avere obbligatorio e dalla sua evoluzione durante l’anno.
Occorre però distinguere: la decisione riguarda la parte obbligatoria della previdenza professionale, disciplinata dalla Legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità, la LPP. Non significa che ogni importo indicato sul certificato della cassa pensioni sarà automaticamente remunerato in modo uniforme al 2%. Per la parte sovraobbligatoria, le prescrizioni legali sull’interesse minimo non valgono allo stesso modo: sono determinanti le disposizioni del rispettivo istituto.
Non si tratta nemmeno di un versamento diretto agli assicurati. Gli interessi vengono accreditati sull’avere di vecchiaia e contribuiscono ad accrescere il capitale. Il tasso minimo non va inoltre confuso con l’aliquota di conversione, che determina come il capitale accumulato viene trasformato in una rendita annua. Dalla decisione non deriva quindi un corrispondente aumento delle rendite già versate.
Per gli assicurati conta perciò non soltanto il nuovo minimo, ma anche il tasso effettivamente deciso dalla propria cassa. Un istituto può remunerare gli averi oltre la soglia legale. Chi beneficia già di un tasso superiore non ottiene necessariamente altri 0,75 punti percentuali in virtù della sola decisione governativa.
Il Consiglio federale supera la raccomandazione
Fissando il minimo al 2%, il Consiglio federale va oltre la raccomandazione della Commissione federale della previdenza professionale, che aveva proposto l’1,75%. Le richieste delle parti sociali spaziavano invece dall’1,25 al 3%. La scelta si colloca all’interno di questa forbice, ma si discosta nettamente da un semplice mantenimento del tasso precedente.
La competenza spetta al Consiglio federale, che considera l’evoluzione dei rendimenti delle obbligazioni della Confederazione, nonché quelli delle azioni, delle altre obbligazioni e degli immobili. A contare non è dunque un singolo valore di borsa, bensì il quadro complessivo delle categorie d’investimento rilevanti per la previdenza.
Questo quadro è risultato nel complesso positivo sia nel 2025 sia nella parte trascorsa del 2026. Le stime dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali indicano per gli istituti di previdenza un rendimento medio degli investimenti del 6,1% nel 2025. Nel 2026, fino a fine agosto, il rendimento era del 5,4%. Questi risultati non vanno tuttavia equiparati al tasso accreditato ai singoli assicurati.
Azioni e immobili sostengono il secondo pilastro
Il mercato azionario svizzero ha registrato un andamento particolarmente vigoroso. Lo Swiss Performance Index è salito del 17,8% nel 2025. Nell’anno in corso, fino a fine settembre, il rialzo è stato del 7,6%. Anche gli immobili hanno mantenuto un’evoluzione positiva, contribuendo al quadro favorevole.
Per le obbligazioni occorre uno sguardo più differenziato. Il rendimento dei titoli decennali della Confederazione è passato dallo 0,33% di fine 2025 allo 0,59% di fine settembre 2026. L’andamento del mercato obbligazionario svizzero più ampio è stato invece leggermente negativo: lo Swiss Bond Domestic AAA–BBB ha perso complessivamente lo 0,2% nel 2025 e l’1,1% nel 2026, fino a fine settembre.
Rendimenti in aumento e perdite di valore non sono una contraddizione. Quando il livello dei tassi sale, le obbligazioni già emesse possono perdere valore sul mercato. Per valutare la situazione delle casse pensioni conta quindi l’interazione fra i diversi investimenti. Negli ultimi periodi, ai guadagni di azioni e immobili si sono contrapposte leggere perdite sulle obbligazioni.
Le riserve consentono una remunerazione maggiore
Un ulteriore margine di manovra arriva dai cuscinetti finanziari delle casse. A fine agosto 2026 il grado di copertura medio degli istituti di previdenza senza garanzia statale era stimato al 122,5%. Un valore superiore al 100% significa che il patrimonio previdenziale disponibile supera gli impegni calcolati. In media, questi istituti dispongono quindi di riserve di fluttuazione di valore e di mezzi supplementari.
La media non implica però che ogni singola cassa pensioni si trovi nella medesima situazione. Le riserve servono ad assorbire le oscillazioni dei mercati finanziari. Nell’ottica del Consiglio federale, la solidità complessiva consente comunque di riconoscere agli assicurati un interesse minimo nettamente più elevato.
Per l’anno in corso la decisione non modifica il tasso minimo vigente. La nuova soglia entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. Anche per gli assicurati in Ticino e nel Grigioni italiano resteranno determinanti due elementi: l’ammontare dell’avere di vecchiaia obbligatorio e l’interesse che la propria cassa pensioni stabilirà per le diverse componenti del capitale previdenziale.
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