Strasburgo richiama la giustizia svizzera: 5000 franchi a Brian Keller
Per la Corte europea dei diritti dell’uomo, Brian Keller non ha avuto sufficienti possibilità di esprimersi. La sentenza non valuta però le sue condizioni di detenzione.

La Svizzera deve versare a Brian Keller un’indennità di 5000 franchi per errori procedurali. Lo ha deciso la Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo giovedì 22 ottobre. La giustizia svizzera non aveva dato all’oggi 31enne sufficienti possibilità di esprimersi sulla questione. La Corte non è invece entrata nel merito delle sue contestazioni relative alle condizioni di detenzione.
Per l’ex detenuto è un successo, ma con un limite preciso: Strasburgo censura il modo in cui la giustizia ha trattato la sua richiesta, senza stabilire se le condizioni di detenzione contestate violassero i diritti umani. La distinzione è essenziale per comprendere la portata della sentenza. Un’indennità per un vizio procedurale non equivale a un risarcimento per un trattamento illecito subito in carcere.
Due ricorsi presentati nel 2021
Keller si era rivolto alla Corte nel 2021 con due ricorsi. Il primo riguardava la soppressione dell’ora di passeggiata nel cortile durante il fine settimana. Nel secondo denunciava una violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare, nonché un trattamento inumano.
Le contestazioni toccavano dunque sia una restrizione concreta della quotidianità in carcere, sia questioni fondamentali legate ai diritti umani. La possibilità di trascorrere del tempo all’aperto incide direttamente sulle condizioni di vita di una persona detenuta. Il diritto al rispetto della vita privata e familiare protegge, a sua volta, una sfera che non perde la propria rilevanza con la privazione della libertà.
Ciò non significa, tuttavia, che qualsiasi restrizione imposta durante la detenzione sia automaticamente illecita. La Convenzione europea dei diritti dell’uomo pone limiti all’azione dello Stato; stabilire se siano stati superati in un caso concreto richiede un esame giuridico. Ed è proprio questa valutazione nel merito delle condizioni di detenzione che la Corte, in questo caso, non ha effettuato.
Tra i ricorsi di Keller e la decisione sono trascorsi circa cinque anni. L’esito riguarda la possibilità del ricorrente di far valere il proprio punto di vista nel procedimento. Risponde quindi a una domanda diversa da quella sulla liceità del trattamento da lui contestato.
Perché conta la possibilità di esprimersi
Il richiamo di Strasburgo riguarda una carenza fondamentale del procedimento: secondo la Corte, Keller non ha potuto esprimersi in misura sufficiente sulla questione. Chi è interessato da una decisione giudiziaria deve poter esporre efficacemente il proprio punto di vista. Questa possibilità è uno dei principi su cui poggia un procedimento conforme allo Stato di diritto.
Anche la Costituzione federale tutela il diritto di essere sentito. Alla base vi è un’idea semplice: i tribunali non devono soltanto decidere sulle persone, ma devono anche consentire loro di partecipare adeguatamente al procedimento. La possibilità di prendere posizione non è dunque una semplice formalità, bensì una garanzia giuridica autonoma.
Questo aspetto assume particolare rilievo nelle controversie sulle condizioni di detenzione. Le persone incarcerate non possono organizzare liberamente la propria quotidianità e dipendono in misura particolare dalle decisioni dello Stato. È perciò tanto più importante che possano presentare concretamente le proprie obiezioni nel corso del procedimento. La questione se tali obiezioni risultino infine convincenti resta distinta.
I 5000 franchi riconosciuti a Keller sono legati al vizio procedurale accertato. Non vanno quindi interpretati come una valutazione delle condizioni di detenzione, né come una compensazione finanziaria per un trattamento inumano constatato giudizialmente. La sentenza non contiene un simile accertamento.
Che cosa significa la sentenza per la Svizzera
La Corte europea dei diritti dell’uomo vigila sul rispetto della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, alla quale la Svizzera è vincolata. La Corte fa parte del sistema del Consiglio d’Europa e non è un tribunale dell’Unione europea. La sua competenza sui casi svizzeri non dipende quindi dall’appartenenza all’UE.
Strasburgo non è nemmeno un’ulteriore istanza d’appello svizzera chiamata a riesaminare integralmente ogni controversia. La Corte valuta ricorsi relativi a possibili violazioni della Convenzione. Una sentenza può perciò accertare uno specifico difetto procedurale senza rispondere a tutte le questioni di merito sollevate da un caso.
Per la giustizia svizzera, il significato di questa decisione risiede nella conduzione dei procedimenti. Anche nelle controversie che riguardano l’esecuzione delle pene deve essere garantito uno spazio sufficiente alla persona interessata per prendere posizione. La privazione della libertà da parte dello Stato non annulla questo diritto.
La sentenza pone al contempo un limite al dibattito pubblico sul caso Keller. Non permette di concludere che le sue condizioni di detenzione fossero conformi ai diritti umani, ma neppure conferma l’accusa di trattamento inumano. L’assenza di una valutazione nel merito non equivale a un’approvazione delle condizioni carcerarie; allo stesso modo, non ne costituisce una condanna.
Un’indennità, non un giudizio sulla vita in carcere
La conseguenza concreta della sentenza è l’indennità di 5000 franchi che la Svizzera è chiamata a versare a Keller. Oltre a questo, la decisione non impone una specifica modifica delle condizioni di detenzione. Il suo oggetto resta il vizio procedurale accertato dalla Corte.
Keller ha così ottenuto che venisse censurato il modo in cui la giustizia svizzera ha gestito la sua possibilità di esprimersi. Le sue ulteriori contestazioni sulle condizioni di detenzione non sono però state chiarite da questa decisione. L’esito mostra perché, nelle sentenze sui diritti umani, occorra distinguere con precisione tra il diritto di essere effettivamente sentito e la risposta giudiziaria alla richiesta presentata.
Potrebbe interessarti
Sperisen, il Tribunale federale conferma 14 anni per l’assassinio di sette detenuti
4′
Quattro auto coinvolte a Weissenbach: cinque feriti, un conducente liberato dai pompieri
4′
Molestie sul bus a San Gallo: le donne chiedono più protezione durante i viaggi
4′
Skyguide risolve il guasto, ma lo spazio aereo svizzero resta a capacità ridotta
4′
Neve fino a 1600 metri: un fronte freddo porta un nuovo cambio di tempo in Svizzera
4′

Pesticidi nelle acque svizzere: le nuove mappe del WWF rendono visibile l’inquinamento
4′
