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Neve fino a 1600 metri: un fronte freddo porta un nuovo cambio di tempo in Svizzera

Mercoledì temperature in calo e fino a 40 centimetri di neve fresca in alta montagna. Nel Nord Italia piogge intense, con rischio di allagamenti e frane.

Redazione 26news4 min di lettura
Nuvole sotto la cima dell’Hörnli ad Arosa.
Nuvole sotto la cima dell’Hörnli ad Arosa.

La Svizzera si prepara a un mercoledì freddo e piovoso. Il 21 ottobre un fronte freddo attraverserà il Paese, portando precipitazioni diffuse e facendo scendere il limite delle nevicate fino a circa 1600 metri entro sera. In alta montagna sono attesi fino a 40 centimetri di neve fresca. Più minacciosa la situazione in alcune zone d’Italia, dove una depressione atlantica porterà forti piogge e temporali. In Liguria è in vigore l’allerta arancione, il secondo livello più elevato; a Genova le scuole sono rimaste chiuse.

Per la Svizzera il cambiamento significa soprattutto temperature più basse e condizioni sempre più invernali in quota. In pianura cadrà invece pioggia. Chi nei prossimi giorni intende andare in montagna o partire verso il Nord Italia dovrà seguire con particolare attenzione l’evoluzione del tempo. La breve tregua prevista per giovedì non sembra infatti destinata a durare.

Sulle Alpi la neve scende di circa mille metri

Martedì il limite delle nevicate si trova ancora attorno ai 2600 metri. Entro mercoledì sera scenderà dunque di circa mille metri. Nelle valli dei Grigioni settentrionali e centrali potrà nevicare anche al di sotto dei 1600 metri. La quota indicata non rappresenta quindi una linea uniforme per tutto il territorio: a seconda della regione, il paesaggio potrà imbiancarsi anche più in basso.

Sopra i 2500 metri sono previsti, entro mercoledì sera, tra 20 e 40 centimetri di neve fresca. Oltre i 2000 metri gli accumuli saranno compresi fra 5 e 15 centimetri. Qualche centimetro potrà depositarsi anche poco al di sotto di questa quota. Le quantità maggiori riguarderanno dunque l’alta montagna, ma il ritorno di condizioni invernali non resterà confinato alle cime più elevate.

In alcune zone alpine le precipitazioni si protrarranno più a lungo. Nel contempo il vento si rafforzerà in montagna e soffierà forte alle quote più alte. Per le escursioni non conterà quindi soltanto il calo delle temperature, ma anche la combinazione di neve fresca, vento e visibilità ridotta durante le precipitazioni. Rispetto a martedì, le condizioni potranno cambiare sensibilmente.

Anche in pianura la differenza sarà avvertibile: le temperature massime passeranno da circa 12 a 9 gradi. A 2000 metri si scenderà da circa 5 gradi allo zero. Mentre alle basse quote si annuncia una giornata fresca e piovosa, in montagna l’inverno tornerà temporaneamente a guadagnare terreno.

In Liguria attese piogge localmente molto abbondanti

In Italia la fase iniziale del maltempo interesserà soprattutto il Nordovest. La depressione in arrivo dall’Atlantico porterà piogge e temporali su ampie parti del Paese, ma gli accumuli più importanti sono attesi in Liguria. L’allerta arancione riguarda sia i temporali sia il pericolo di frane e allagamenti.

Localmente potranno cadere più di 100 litri di pioggia per metro quadrato, con punte fino a 200 litri, equivalenti a 200 millimetri di precipitazione. Si tratta di massimi locali, non di una quantità distribuita in modo uniforme sull’intera regione. Sono comunque valori che spiegano perché la situazione richieda particolare attenzione.

Nella zona di Savona gli accumuli potranno raggiungere i 100–150 litri per metro quadrato. Anche nel vicino Piemonte, entro mercoledì, in alcune zone saranno possibili quantità superiori ai 100 litri. Aller­te gialle sono in vigore, fra l’altro, in Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Lazio, Umbria e Sardegna. Il quadro delle allerte si estende dunque ben oltre la Liguria.

Lungo le coste liguri e toscane si aggiungerà il vento. Forti correnti da sudovest provocheranno a tratti onde elevate, con mare da molto mosso a agitato. Durante i temporali saranno inoltre possibili forti raffiche. Per chi viaggia dalla Svizzera, oltre agli avvisi per le piogge, saranno quindi rilevanti anche le condizioni lungo la costa.

Mercoledì il rischio si sposta verso il Nordest

Nel corso di mercoledì l’attenzione si concentrerà su Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Anche qui sono previste piogge intense e temporali, con accumuli che localmente potranno superare i 100 litri per metro quadrato. Di conseguenza aumenterà il pericolo di allagamenti e frane anche in queste aree.

Per chi deve raggiungere o attraversare il Nord Italia, conta soprattutto lo spostamento della zona più esposta al maltempo. Un miglioramento nel Nordovest non significherà automaticamente un ritorno alla calma in tutto il settentrione. Resterà decisivo il percorso concreto del viaggio. Dalle previsioni non si possono però dedurre interruzioni specifiche dei collegamenti stradali o ferroviari.

Giovedì la depressione proseguirà verso i Balcani e in Italia il tempo inizierà gradualmente a migliorare. Fino ad allora, il rischio principale resterà legato alle quantità di pioggia localmente molto elevate.

Per la Svizzera soltanto una breve tregua

Anche in Svizzera si delinea un miglioramento per giovedì 22 ottobre. In molte località tornerà a splendere il sole. Già venerdì, tuttavia, arriverà una nuova perturbazione, accompagnata da altre precipitazioni. Il limite delle nevicate dovrebbe situarsi attorno ai 1400 metri, quindi ancora più in basso rispetto a mercoledì sera.

In montagna venerdì saranno possibili raffiche tempestose. Il fine settimana si annuncia variabile, con temperature massime attorno ai 10–12 gradi. Per il momento non si intravede dunque una fase autunnale stabile e duratura: dopo la pausa di giovedì, la Svizzera dovrà fare nuovamente i conti con precipitazioni e neve a quote più basse.

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