26news – Schweiz · Suisse · Svizzera · Switzerland

Incendio mortale a Lugano: fumo denso e poche fiamme nell’appartamento di via Cortivallo

Una persona ha perso la vita nel rogo. L’identità della vittima e la causa dell’incendio non sono ancora confermate. Da verificare anche un possibile precedente nella stessa abitazione.

Redazione 26news4 min di lettura
Veduta da Lugano sul lago di Lugano e sul Monte San Salvatore.
Veduta da Lugano sul lago di Lugano e sul Monte San Salvatore.

Una persona è morta nell’incendio scoppiato nella notte su domenica 18 ottobre in uno stabile abitativo di via Cortivallo, a Lugano. Il fuoco è partito da un appartamento al secondo piano. Quando i soccorritori sono riusciti a entrare, la persona al suo interno era già senza vita. Restano da chiarire l’origine del rogo e le circostanze che ne hanno determinato l’esito mortale.

La vittima sarebbe con ogni probabilità l’inquilino dell’appartamento, un uomo di circa 40 anni. Lunedì, tuttavia, l’identificazione formale non era ancora conclusa e potrebbe richiedere alcuni giorni. Per il momento, dunque, non è ufficialmente confermato che la persona deceduta sia l’uomo che abitava nell’alloggio.

Il fumo ha reso difficile l’accesso

Le fiamme sono rimaste circoscritte all’appartamento in cui è scoppiato l’incendio. L’intervento dei pompieri è stato comunque impegnativo. Giuseppe Candela, responsabile dell’intervento dei pompieri professionisti di Lugano, descrive una situazione in cui, inizialmente, erano percepibili poco fumo e poche fiamme. Per valutare quanto stava accadendo all’interno, i soccorritori hanno dovuto penetrare nell’abitazione.

Una volta entrati, hanno trovato condizioni ben più difficili: il fumo scendeva fino a circa 80 centimetri dal pavimento e la visibilità era limitata a una cinquantina di centimetri. Le fiamme visibili continuavano a essere poche. In queste condizioni, accedere ai locali era estremamente complicato. Nonostante la rapidità dell’intervento, per la persona presente nell’appartamento non c’era più nulla da fare.

La descrizione mostra perché la gravità di un incendio domestico non possa essere valutata soltanto dalle fiamme visibili. Il fumo può invadere i locali, impedire di orientarsi e ostacolare l’accesso dei soccorritori. Questo, però, non chiarisce quale ruolo abbia avuto nel decesso della vittima di via Cortivallo. La causa della morte non è stata finora confermata.

Un possibile precedente da verificare

Accanto all’origine del rogo, gli accertamenti riguardano anche un possibile episodio precedente. Vi sono indicazioni secondo cui, circa un anno fa, nello stesso appartamento potrebbe essersi verificato un principio d’incendio. L’inquilino avrebbe dimenticato una pentola sul fornello acceso. In quell’occasione sarebbero intervenuti i vicini, riuscendo a riportare la situazione sotto controllo.

Le circostanze di quell’episodio devono ancora essere confermate. Soprattutto, non consentono di stabilire alcun legame con l’incendio mortale del fine settimana. Un precedente incidente in cucina, da solo, non dimostrerebbe né in quale punto sia iniziato il nuovo rogo né che cosa lo abbia provocato. Non è neppure accertato che i due episodi abbiano avuto una causa simile.

La distinzione è essenziale: un’indicazione relativa a un fatto passato non equivale a un risultato dell’inchiesta sull’incendio attuale. Resta quindi aperta anche la questione di un’eventuale utilità di quel precedente per gli accertamenti. Finora è assodato che il fuoco del fine settimana è partito dall’appartamento al secondo piano ed è rimasto confinato al suo interno.

La Città non rileva una concentrazione particolare

Il decesso riporta l’attenzione anche sulla zona residenziale, dove in passato si sono verificati altri incendi. Karin Valenzano Rossi, municipale di Lugano responsabile della sicurezza e degli spazi urbani, invita però a non concludere che in quel quartiere i roghi siano insolitamente frequenti.

La municipale richiama le caratteristiche della zona: un quartiere densamente edificato, con un numero elevato di abitazioni. Non ravvisa una particolare concentrazione di incendi rispetto ad altre aree. Del resto, singoli episodi, in assenza di dati comparabili, non permettono di attribuire a un intero quartiere una frequenza di incendi superiore a quella di altre zone.

Valenzano Rossi osserva inoltre che gli incendi possono spesso essere provocati da disattenzioni. Esclude però espressamente di voler trarre da questa considerazione conclusioni sulla situazione personale della presunta vittima. La sua valutazione generale non va quindi intesa come una spiegazione di quanto accaduto in via Cortivallo.

Per chi abita in città, il rischio di un incendio domestico resta rilevante indipendentemente dal quartiere. Rilevatori di fumo funzionanti possono dare tempestivamente l’allarme. In Svizzera, il numero d’emergenza per chiamare i pompieri è il 118. Queste indicazioni generali di prevenzione non rispondono però agli interrogativi sul caso concreto: in particolare, non è noto quali dispositivi d’allarme fossero presenti nell’appartamento colpito dal rogo.

Le tracce per ricostruire l’accaduto

La polizia scientifica ha esaminato l’abitazione e raccolto tracce per i successivi accertamenti. L’inchiesta dovrà ora ricostruire come si sia sviluppato l’incendio e che cosa lo abbia innescato. Al momento, l’ipotesi ritenuta più probabile è quella di un rogo di origine accidentale. Anche questa spiegazione, tuttavia, non è ancora confermata.

I prossimi passaggi dovranno dunque chiarire due aspetti fondamentali: l’identità della vittima e la causa dell’incendio. Anche il possibile episodio precedente richiede una verifica. Fino a quando non saranno disponibili gli esiti degli accertamenti, resta decisiva la distinzione tra la dinamica dell’intervento già ricostruita e le domande ancora aperte. I pompieri hanno raggiunto l’appartamento in condizioni di visibilità molto difficili, ma non hanno più potuto salvare la persona al suo interno. Saranno le indagini a stabilire come si sia arrivati a quella situazione mortale.

Potrebbe interessarti