Più trattenute sui salari e integrazione: il piano del Consiglio federale per risanare l’AI
La riforma dell’AI punta ad accompagnare meglio i giovani nel lavoro e a trovare nuove entrate. Previsti contributi salariali più elevati e un prelievo di solidarietà sui redditi alti.

Il Consiglio federale vuole stabilizzare le finanze dell’assicurazione invalidità con nuove entrate, risparmi e un maggiore impegno nell’integrazione professionale. I piani di riforma in discussione il 5 novembre riguardano assicurati, dipendenti e datori di lavoro di tutta la Svizzera: prevedono contributi salariali più elevati, condizioni più severe per ottenere una rendita intera e un nuovo sostegno ai giovani adulti. Il progetto è ora in consultazione, ma contro l’aumento delle trattenute sui salari si profila già un’opposizione.
La riforma risponde a una duplice esigenza. Da un lato, l’AI deve aiutare meglio le persone con problemi di salute a entrare nel mondo del lavoro o a rimanervi. Dall’altro, occorre rafforzarne il finanziamento. Per il Consiglio federale, ridurre le sole uscite non basta: il pacchetto combina quindi modifiche alle prestazioni e all’amministrazione con entrate supplementari, sia permanenti sia temporanee.
Mille franchi per entrare nel mondo del lavoro
Per i giovani tra i 18 e i 24 anni, il Consiglio federale propone una prestazione d’integrazione di 1000 franchi. L’obiettivo è facilitarne l’ingresso nel mercato del lavoro ed evitare che debbano ricorrere precocemente a una rendita AI. Già nel suo primo anno alla guida del dipartimento, la ministra degli affari sociali Elisabeth Baume-Schneider aveva sollevato la questione di come prevenire una dipendenza duratura dalla rendita fra i giovani con problemi psichici.
La nuova prestazione non è una rendita, sottolinea Doris Bianchi, direttrice dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali: «È un sostegno finanziario. Ma soprattutto è una misura d’integrazione con prestazioni su misura a favore delle persone e del loro ingresso nel mercato del lavoro». Nell’accompagnamento dovrà essere considerato anche il contesto in cui vivono gli interessati.
La Confederazione stima che questo strumento possa evitare circa un terzo delle nuove rendite AI nella fascia d’età interessata. Si tratta di un’aspettativa legata alla misura proposta, non di un risultato già dimostrato. Il successo dipenderà dalla capacità di offrire ai giovani adulti una prospettiva professionale concreta e di permettere loro di restare nel mondo del lavoro.
Un accompagnamento più stretto è previsto anche per le persone di oltre 25 anni. Particolare attenzione sarà riservata alle transizioni, come il passaggio dalla formazione all’attività professionale. Il sostegno dovrà intervenire proprio in questi momenti delicati: la riforma non guarda soltanto al versamento delle prestazioni, ma anche al percorso d’integrazione professionale.
Contributi più alti sui salari e sui redditi elevati
La principale entrata supplementare quantificata deriva da un aumento di 0,2 punti percentuali dei contributi sociali sui salari. Nel 2030 la misura frutterebbe quasi un miliardo di franchi. Per finanziare l’AI si attingerebbe dunque maggiormente ai redditi da lavoro, con conseguenze sia per i dipendenti sia per i datori di lavoro.
In futuro, anche una parte della tassa sulle case da gioco dovrebbe confluire nell’AI. Il progetto non punta quindi esclusivamente sui contributi salariali. Bianchi ne giustifica comunque il ruolo centrale richiamando la natura dell’assicurazione: «L’AI è in definitiva un’assicurazione contro la perdita di guadagno. Di conseguenza, il finanziamento attraverso i salari è la modalità consueta».
Il Consiglio federale propone inoltre un contributo di solidarietà temporaneo sui salari elevati, a partire da circa 180'000 franchi. Il prelievo previsto è di 0,6 punti percentuali, ripartito in parti uguali tra dipendenti e datori di lavoro. Le entrate attese ammontano a circa mezzo miliardo di franchi all’anno. Diversamente dall’aumento generale dei contributi, questa misura riguarda i redditi da lavoro alti.
Un ulteriore finanziamento temporaneo è legato all’ordinamento delle indennità di perdita di guadagno. Se la sua aliquota contributiva diminuirà, i contributi salariali destinati all’AI dovrebbero aumentare temporaneamente di 0,05 punti percentuali. Per dipendenti e datori di lavoro non vi sarebbe un aggravio rispetto alla trattenuta complessiva precedente: lo sgravio di un’assicurazione servirebbe a finanziare l’altra.
Risparmi su rendite, indennità e amministrazione
Sul fronte delle uscite, gli uffici AI dovrebbero organizzarsi in modo più efficiente. Il Consiglio federale intende inoltre innalzare la soglia necessaria per ottenere una rendita intera e ridurre determinate indennità giornaliere. Il risanamento tocca dunque non soltanto le procedure amministrative, ma anche le condizioni d’accesso e l’entità delle prestazioni assicurative.
Per gli assicurati sono aspetti particolarmente importanti. Se la prestazione d’integrazione promette un aiuto supplementare, requisiti più severi per le rendite e indennità giornaliere inferiori possono limitare le prestazioni. Il pacchetto comprende quindi sia un rafforzamento dell’accompagnamento sia tagli. Per la Confederazione, i risparmi previsti non consentono comunque di rinunciare a nuove entrate.
Scontro sul costo per il mercato del lavoro
L’Unione svizzera degli imprenditori accoglie favorevolmente, in una prima reazione, la prestazione d’integrazione. Barbara Zimmermann-Gerster chiede però anche misure strutturali. L’associazione respinge il finanziamento attraverso ulteriori contributi salariali: vi vede un aggravio per il mercato del lavoro, i datori di lavoro, i dipendenti e la piazza economica svizzera, e domanda un confronto più approfondito sulle uscite.
Il finanziamento divide anche la politica. Già in estate i partiti borghesi avevano espresso critiche verso un possibile aumento dei contributi salariali. Soltanto il PS aveva mostrato apertura. Il confronto dovrebbe quindi concentrarsi sul peso da attribuire alle entrate supplementari e al contenimento delle spese.
Gli interessati possono pronunciarsi sulla riforma in consultazione fino all’inizio di febbraio. I contributi e le modifiche alle prestazioni proposti non sono dunque ancora decisi. Le risposte indicheranno quali parti del pacchetto raccolgono sostegno e dove il Consiglio federale dovrà ancora cercare maggioranze politiche per stabilizzare le finanze dell’AI.
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