Violenza domestica, la nuova legge divide il Gran Consiglio grigionese
I Grigioni vogliono rafforzare prevenzione e collaborazione contro la violenza domestica. Per l’UDC bastano gli strumenti esistenti. Intanto 5500 firme chiedono più protezione per le donne.

Nei Grigioni si discute una nuova base legale per contrastare la violenza domestica. Lunedì 19 ottobre il Gran Consiglio ha esaminato un progetto che punta a rafforzare la prevenzione e la collaborazione tra i servizi specializzati e a creare una banca dati cantonale. Mentre le altre forze politiche rappresentate in parlamento ritengono necessaria una legge specifica, l’UDC ne mette in dubbio l’utilità. All’inizio della serata di lunedì il dibattito non era ancora concluso: l’esame degli articoli rimanenti era previsto per martedì mattina.
A dare la misura dell’urgenza sono i reati registrati: nel 2025, nei Grigioni, ne sono stati rilevati 260 legati alla violenza domestica. A subirla sono donne, bambini e anche uomini. Su un principio il parlamento si è trovato concorde: la violenza non ha posto nella società e non può essere tollerata. Il dissenso riguarda invece gli strumenti supplementari di cui lo Stato dovrebbe dotarsi per prevenirla.
Prevenire, non soltanto intervenire dopo i fatti
Il progetto prevede investimenti fino a 330’000 franchi e costi annui di 260’000 franchi. Campagne e progetti dovrebbero potenziare la prevenzione. Parallelamente, si intende migliorare la collaborazione tra professionisti e servizi che si occupano di violenza domestica. È inoltre prevista una banca dati cantonale anonimizzata sulle persone che esercitano violenza e sulle vittime.
Per chi sostiene la proposta, il punto centrale è proprio questo: il Cantone non dovrebbe limitarsi a reagire a violenze già commesse, ma disporre anche di una base esplicita per adottare misure preventive. La granconsigliera socialista Silvia Bisculm Jörg ha sottolineato che la violenza domestica costituisce un grave problema in tutti gli strati sociali e nell’intera Svizzera. Una base legale è necessaria, a suo avviso, per fare di più nella prevenzione e nel coordinamento degli specialisti.
Il verde Nicolas Zogg ha posto l’accento sulla differenza rispetto alla legge sulla polizia. Secondo la sua lettura, quest’ultima interviene soltanto quando un reato è già stato commesso. La nuova legge permetterebbe invece di agire prima che si verifichino episodi di violenza. Il confronto politico riguarda quindi anche il momento in cui il Cantone deve poter intervenire e il fondamento giuridico che gli consente di farlo.
Per l’UDC gli strumenti ci sono già
L’UDC condivide l’obiettivo di combattere la violenza domestica, ma contesta le ragioni addotte per introdurre una legge supplementare. Il granconsigliere Reto Rauch ha sostenuto che gli strumenti giuridici necessari sono già disponibili. Come esempio ha citato la gestione delle minacce introdotta l’anno scorso. Dal punto di vista del suo partito, dunque, non mancano le possibilità legali di intervenire.
Franz Sepp Caluori, del Centro, ha espresso la posizione opposta. La polizia, ha osservato, non può raccogliere tutti i dati necessari e nemmeno concedere finanziamenti. Per questo occorre una base legale autonoma. Caluori ha anche sottolineato le dimensioni contenute del progetto: la legge comprende appena sette articoli.
Dietro lo scontro sulla necessità di un’altra legge si trova quindi una questione concreta di competenze. Bastano la polizia e l’attuale gestione delle minacce oppure serve, in aggiunta, un quadro chiaramente definito per la prevenzione, la raccolta dei dati e il sostegno finanziario? Per i Grigioni il progetto avrebbe conseguenze sia organizzative sia finanziarie. Alle spese annue previste si contrappone l’obiettivo di coordinare meglio il lavoro dei servizi coinvolti.
Il confronto su genere e origine
Le divergenze tra i partiti sono emerse anche nell’interpretazione del fenomeno. Esponenti della sinistra e dei Verdi hanno descritto la violenza domestica come un problema causato soprattutto dagli uomini. La verde Lydia Tobler ha affermato che il 95 per cento delle persone che esercitano violenza è di sesso maschile, portando questa cifra come argomento nel dibattito parlamentare.
I rappresentanti dell’UDC hanno invece richiamato l’attenzione sulla quota di persone di origine straniera tra gli autori di violenza registrati: oltre il 53 per cento. Rauch ha sostenuto che le misure dovrebbero concentrarsi su questo aspetto; il suo collega di partito Rico Rieder ha definito il fenomeno un problema importato.
I diversi riferimenti al genere e all’origine mostrano quanto divergano le spiegazioni proposte dalle forze politiche. Da una percentuale, tuttavia, non è possibile dedurre una causa. Per valutare la portata del fenomeno nel Cantone è inoltre importante distinguere le cifre: i 260 casi indicati per il 2025 riguardano reati, non il numero delle persone o delle economie domestiche colpite.
5500 firme per una maggiore protezione
Parallelamente all’esame della legge, diverse organizzazioni hanno dato visibilità alla richiesta di un impegno più incisivo. Hanno consegnato 5500 firme per il finanziamento di una casa destinata a proteggere le donne che hanno subito violenza domestica. Accanto alla prevenzione, al centro dell’attenzione sono così finite anche l’accoglienza concreta e la sicurezza delle vittime.
La petizione e il progetto di legge hanno priorità differenti. La legge mira a migliorare le basi per la prevenzione e la collaborazione; le persone firmatarie chiedono invece un sostegno finanziario per un luogo protetto. Dallo stato dei lavori parlamentari non risulta alcun impegno a finanziare questa casa.
Per la politica grigionese si delineano dunque due compiti strettamente legati: prevenire il più possibile la violenza e garantire protezione a chi la subisce. Prima di tutto resta però da concludere l’esame parlamentare. Per martedì 20 ottobre era prevista la discussione degli articoli di legge ancora in sospeso.
Potrebbe interessarti
Bellinzona, 14 milioni per la sede dei pompieri: ma la progettazione si ferma
4′
Sorveglianza di Internet: perché la legge svizzera non tutela abbastanza i diritti fondamentali
4′
Penalizzazione del matrimonio: perché la Svizzera torna a votare sulle imposte dei coniugi
4′

Dopo i disordini di Parigi, la Gioventù socialista prepara uno sciopero in Svizzera
4′
Yemen, missili Huthi sulle reclute: almeno 53 morti in un campo di addestramento
4′
Trump apre a un vertice sull’Ucraina con Putin e Xi, ma senza Zelensky
4′
